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Il braccio destro di Carminati: "So chi ha ucciso Piscitelli"

“Buongiorno a tutti. Ho pochi minuti perché stanno arrivando ad arrestami. Vorrei fare delle dichiarazioni. Mi consegnerò come prigioniero politico. Mi chiamo Fabio Gaudenzi, sono nato a Roma il 3-3-72. Appartengo dal 1992 a un gruppo elitario di estrema destra denominato “I fascisti di Roma Nord”, con a capo Massimo Carminati”. Inizia così il video shock postato da Gaudenzi, già condannato per usura nel maxi processo Mafia Capitale. Un filmato in cui appare con una pistola e il volto travisato, anche se rivela immediatamente la sua identità. Le immagini, adesso al vaglio degli inquirenti, sono state pubblicate su Youtube pochi istanti prima che la polizia arrestasse Gaudenzi per possesso di armi da guerra. L’arrestato, nel video, elenca quelli che secondo lui sarebbero gli appartenenti al supposto gruppo di estrema destra: “Fabio Gaudenzi, Fabrizio Piscitelli (il capo degli Irriducibili della Lazio ucciso poche settimane fa ndr), Luca Caroccia, Fabrizio Caroccia, Elio Di Scala, Maurizio Boccacci, Brugia Riccardo e Massimo Carminati”. Attenzione: si tratta esclusivamente delle parole di Gaudenzi, in un video che assomiglia molto a quelli postati sul web dai mitomani, anche se il curriculum criminale del soggetto è allarmante. “Mi consegno – continua – consapevole di subire dei processi, ma vorrei essere processato e se giusto condannato per banda armata, come dovrebbe essere Massimo Carminati e Riccardo Brugia. Noi non siamo fasci..- sbaglia Gaudenzi prima di correggersi – Non siamo mafiosi ma siamo fascisti e lo siamo sempre stati e lo saremo sempre. A Massimo Carminati la mafia fa schifo, la droga fa schifo. E anche a me, ma ne parleremo presto. Mi sto consegnando al Questore di Roma”. Poi la rivelazione sensazionale: “Parlerò del mandante dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli e di tanto tanto altro, ma solo con il dottor Gratteri perché questa è la mafia vera, non quella del 2014. Grazie e a presto”, conclude Gaudenzi aprendo uno scenario inquietante e mille interrogativi, a cominciare dalla veridicità del filmato e soprattutto, delle sue parole. E proprio su Piscitelli, lontano dal video surreale, nasce una nuova polemica che vede ancora una volta come protagonisti i familiari dell’ultras ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto scorso nel parco degli Acquedotti, in zona Tuscolana. «Gentile signor Lotito – recita la missiva indirizzata al presidente della Lazio - siamo i genitori di Fabrizio Piscitelli che con queste poche righe vogliamo ringraziarla per la sua assenza a proposito di un semplice messaggio di cordoglio di cui si è parlato. Con molta sincerità, noi genitori abbiamo invece gradito il suo silenzio, perché al contrario, riteniamo che avrebbe ulteriormente infangato la memoria di nostro figlio». Ancora: «Doveroso ci appare esprimere comunque qualche banale considerazione sul suo comportamento. Lo stile garbato e gentile che non le appartiene secondo il nostro modesto parere, unito al pensiero ’arrogante e saccentè di cui lei ci sembra essere un portatore, deve averle fatto ritenere "politicamente" opportuno restare in silenzio insieme al suo staff e ai giocatori, basandosi forse sulla fedina penale di Fabrizio». Poi concludono: . «Ci teniamo a evidenziare e a rendere nota la gentilezza e l’umanità del Dr. Sergio Cragnotti (già ringraziato privatamente) che con poche parole ha rivolto le sue condoglianze riferendosi ad un vero laziale, ad un laziale con L maiuscola escludendo correttamente dal punto di vista etico e morale, ogni altro aspetto, non pertinente alla morte. Un distinguo che pochi hanno saputo fare ma che segna poi la differenza rispetto allo spessore degli individui».

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