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Corporate governance, premio Lorenzetti a Erg, Prysmian e Mep

Crisi sta cambiando cultura imprenditoriale verso sostenibilità

Milano (askanews) - In un Paese come l'Italia, dove il 90% delle imprese ha meno di dieci dipendenti, l'interesse per la corporate governance, cioè l'insieme di regole che disciplinano la gestione e la direzione di una società, in passato ha fatto fatica a farsi strada, ma con la grande crisi, al di là di quanto imposto da quest'anno dalla legge, qualcosa è cambiato e sempre di più i metodi di governo societario vengono visti come fattore di competitività.

Lo testimoniano i vincitori del Premio Lorenzetti, riconoscimento al buon governo aziendale assegnato per la quinta volta da Governance Consulting e dal suo presidente Giovanni Magra. "Oggi è aumentata la prospettiva quindi si tende a guardare il lungo periodo e a enfatizzare il ruolo del capitale umano".

Chi investe in sostenibilità e comunica dati non finanziari, ad esempio, ha la possibilità di gestire meglio i momenti di crisi o di cambiamento. Lo conferma Alberto Fusi, chief human capital officer del gruppo Erg, una delle tre aziende premiate, passata con successo dalla raffinazione del petrolio alla produzione di energia rinnovabile. "Quando come azienda sei nella necessità di gestire un così grande business turnaoround la tua unica forza sono le tue persone".

Da qui nasce l'esigenza di tarare gli strumenti di gestione sulle persone. Un po' come fa Vito Rotondi, amministratore delegato della friulana Mep, leader nella produzione di attrezzature per la lavorazione del tondino. "Il tema sostenibilità ha due grandi matrici: una culturale, non nella concezione antica della cultura come sistema di valori condivisi, ma come capacità anche di accogliere le diversità. L'altra componente delle sostenibilità è la tecnica, la tecnologia".

In entrambi i casi serve grande attenzione per il capitale umano, non diversa da quella di Prysmian, public company multinazionale, rappresentata dal suo chief risk officer Alessandro De Felice. "Dobbiamo dare trasparenza e certezza a chi si relaziona con noi, della nostra continuità di business, della trasparenza dei nostri processi, della sostenibilità del nostro business e dell'utilizzo consapevole delle risorse di capitale che gli azionisti ci affidano".

Segni di cambiamento della cultura imprenditoriale italiana per la quale, secondo uno studio di Community Media Research, la caratteristica principale di un imprenditore non è più come nel 2008 la capacità di rischiare, ma quella di innovare e fare lavoro di squadra.

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