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Orsini: bonus mobili sostegno economia reale, diventi strutturale

Nel 2016 acquisti per 1,4 mld e 280mila beneficiari (+45%)

Milano, (askanews) - Il bonus mobili deve diventare una misura strutturale per dare sostegno alla ripresa che inizia a profilarsi all'orizzonte. E' la posizione del presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini, alla vigilia dell'incontro con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, con cui affronterà il tema della conferma del bonus all'interno della manovra oltre alla reintroduzione degli incentivi alle giovani coppie, in vigore per soli sei mesi nel 2016. Del resto i risultati di questa misura sullo scorso anno, elaborati a partire delle dichiarazioni dei redditi dei Caf, sono dalla sua parte:

"I dati che ci sono stati consegnati da pochi giorni rendono il bonus davvero efficace. Siamo passati nell'utilizzo del bonus dai 200mila del 2015 ai 280 mila del 2016, una manovra che sta funzionando bene con un +45% con un totale di spesa di circa 1,4 mld di euro che è un numero che sta sostenendo il nostro comparto".

Di qui la richiesta che Orsini intende presentare al ministro Padoan, sottolineando come questo non sia solo un beneficio per i cittadini ma anche per lo Stato, con i 252 milioni di euro di gettito d'Iva generati nel 2016: "Considerando che in 4 anni ha generato 4,5 mld e mezzo di valore e salvaguardato 10mila posti di lavoro sempre a saldo positivo per il governo non possiamo far sì che questa manovra venga resa il più possibile strutturale".

Tra le richieste che il presidente di FederlegnoArredo intende sostenere c'è anche il recupero del cosiddetto bonus giovani coppie, che nel 2017 non è stato confermato: "Il bonus giovani coppie che è stato in piedi solo sei mesi e ha generato in soli sei mesi circa 29 mila domande e 180 milioni è stata una occasione persa per dare un incentivo ai giovani".

La richiesta di Orsini muove dal fatto che questa misura può essere un ulteriore stimolo alla ripresa economica di quelle 79mila imprese del legno-arredo, la maggior parte delle quali di dimensioni medio-piccole, che da sole fanno il 5% del fatturato manufatturiero legato alle quattro A del made in Italy: arredo, alimentare, automotive e abbigliamento: "Incentivare i giovani a utilizzare non prodotti di fascia bassa di importazione estera ma prodotti italiani che magari costano un po' in più perchè prodotti con i crismi, l'attenzione al lavoro, all'ambiente; fare tutto questo vuol dire incentivare il lavoro in Italia, dare una crescita alle nostre aziende 00.02.59 anche perchè su 100 aziende ci sono il 20% di big player l'altro 80% vive di mercato interno".

Ecco perchè Orsini non lo ritiene più semplicemente un bonus: "Dobbiamo smettere di chiamarlo bonus per noi è l'incentivo all'economia reale. Quando una manovra è a gettito positivo per il governo, perchè se mettiamo insieme che abbiamo eliminato 10mila cassa integrati, abbiamo un incremento dell'1,9% di vendite in Italia, è logico che l'inizio di una crescita la sostieni investendo. Incentivare il bonus vuol dire dare quel volano in più per far sì che la ripresa sia vera".

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