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I rohingya in Bangladesh: meglio la morte che tornare in Myanmar

Stipati in campi profughi esposti alla fame e alle malattie

Roma, (askanews) - Sono stipati in massa in oltre 650.000 in campi profughi in Bangladesh, uno dei paesi più poveri del mondo, in condizioni inumane, preda di fame, malattie e nella miseria più assoluta. Ma malgrado tutto, i Rohingya, minoranza musulmana del Myanmar perseguitata dall'esercito birmano con vere e proprie operazioni di pulizia etnica secondo l'Onu, preferisce non rientrare nella sua terra, la regione di Rakhine, a meno di ottenere garanzie a cui molti, però, non credono.

Si tratta del terzo esodo di massa dei Rohingya dopo quelli del 1978 e del 1991-1992, anche se questo è di gran lunga il più massiccio. Secondo la Ong Save The Children, la già grave situazione dei bambini Rohingya rifugiatisi in Bangladesh rischia di peggiorare ulteriormente a causa del nuovo allarme sanitario per i casi letali di difterite che hanno già causato la morte di almeno 15 bambini.

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