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Escalation di violenze

Siria, missili su aeroporto militare. Usa negano coinvolgimento

Trump e Macron: azioni comuni dopo l'attacco con armi chimiche

Continua l'escalation di violenze in Siria. Diversi missili hanno colpito un aeroporto militare siriano nei pressi della città di Homs, causando la morte di 14 combattenti, alcuni dei quali iraniani. L'attacco è stato messo a segno dopo che Stati Uniti e Francia si sono dette pronte a una "risposta forte e comune" per l'attacco chimico denunciato il 7 aprile scorso da ribelli e soccorritori nella città di Douma, alle porte di Damasco, che ha causato decine di morti.

L'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana aveva inizialmente parlato di un attacco americano, ma il Pentagono ha smentito qualsiasi coinvolgimento, affermando che "al momento, il dipartimento della Difesa non sta conducendo attacchi aerei in Siria". Ma ha sottolineato che "si continuerà a seguire da vicino la situazione e a sostenere iniziative diplomatiche per garantire che quanti usano armi chimiche, in Siria come altrove, ne rispondano".

Dura anche la risposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che su Twitter ha avvertito che "sarà pagato un prezzo molto alto", puntando il dito sulle "responsabilità" della Russia e dell'Iran che sostengono "l'animale Assad".

Intanto, secondo la Russia e il regime siriano l'ultimo attacco sarebbe proprio opera di Israele. Il ministero della Difesa russo ha fatto sapere che sarebbero stati due aerei israeliani a colpire l'aeroporto, con missili teleguidati partiti dal territorio libanese.

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