cerca

la confessione

Elena Sofia Ricci e la violenza a 12 anni: ora posso parlare

Roma, (askanews) - Ne ha parlato alla stampa, ora lo racconta ad askanews in video: Elena Sofia Ricci confida che a 12 anni subì una violenza sessuale da parte di un amico di famiglia. Finora ha taciuto per tutelare la madre, scomparsa sei mesi fa. Ora parla di abusi, del #metoo, e di come dare voce alle bambine. "Erano 45 anni che aspettavo questo momento, molto sinceramente. Non ho mai parlato fin quando mia madre era in vita e mi ero promessa di farlo il giorno in cui non ci fosse più stata. Speravo fosse più in là, ma è stato così, evidentemente questo era il disegno. Arriva proprio adesso".

"È importante parlarne. Io non ne ho parlato con mia mamma. Mi sono vergognata, ho avuto paura, l'ho rimosso. E invece bisogna parlare. Avrei dovuto dire quella cosa allora, a 12 anni; non ce l'ho fatta, questo mi è costato tantissimo, ho pagato pesantemente questo scotto, ma dobbiamo insegnare ai nostri figli a denunciare subito, a non avere paura".

"Ma gli uomini scendano in piazza per far vedere chi siete, i veri uomini non fanno questo. E allora forse quelli che lo fanno si sentono delle merde". "Il primo che mi ha fatto una domanda sul #MeToo - non ho fatto io una scelta di campo, non ho scelto io con chi aprirmi - ho finalmente detto la mia in maniera che io, d'ora in avanti, possa esprimere il mio parere su tutto il lavoro che gli uomini e le donne possono fare contro la violenza alle donne, gli abusi verso i bambini e i ragazzi. Parlerò adesso per voce delle bambine, parlerò da mamma, da donna, ma anche per quelle bambine che crescono e che se sono state ferite a 8-10-13 anni, porteranno quella ferita dentro a 18-20, a 30 anni. E non è facile dire di no delle volte; ho sentito dire spesso che le maggiorenni possono prendere, girare il tacco e andarsene. Non è sempre così. È una questione molto complessa: non si può generalizzare".

"Non si può accusare e puntare il dito contro nessuno, tranne contro chi abusa del proprio potere. Nessun uomo ha il diritto di abusare del proprio potere per manipolare una bambina, una donna, un bambino, un ragazzo. Mai! E questo vale a tutti i livelli. E tanto più forte è il potere che l'uomo ha, tanto più grave è il reato che commette. Questo è il mio punto di vista".

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500