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Engie e la lotta al cambiamento climatico, una mostra al Mann

Una experience exhibition fino a fine maggio 2020

Napoli, 11 ott. (askanews) - "Capire il cambiamento climatico" per modificare il nostro futuro. E' il tema dell'Experience exhibition presentata al Museo Archeologico di Napoli (MANN) e che sarà possibile visitare fino al 31 maggio 2020. Prodotta da OTM Company e Studeo Group, in collaborazione con National Geographic Society, la mostra è realizzata con la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana ed ha come global & active partner Engie Italia, player mondiale dell energia e servizi.

Il tema principale della mostra è raccontare la minaccia che incombe sul nostro pianeta, attraverso uno spazio narrativo ed esperienziale in cui i visitatori scopriranno cause ed effetti del riscaldamento globale. Al varo anche il Direttore del Mann Paolo Giulierini: "Oggi noi sappiamo che i musei non possono essere più gestiti nella loro produzione culturale dalle semplici competenze di un tempo. Occorrono gruppi interdisciplinari che siano esperti di mediazione culturale, che lo facciano con competenze specifiche che attingano a campi diversi e che lo facciano soprattutto con dei linguaggi accattivanti".

Sponsor della mostra è Engie Italia, azienda punto di riferimento globale nell'energia a basse emissioni di Co2 e nei servizi, con più di 160mila collaboratori in 70 Paesi e 11 centri di Ricerca e Sviluppo.

"Vogliamo aiutare i nostri clienti ad abbassare le loro emissioni di Co2 e come società ci impegniamo a vari livelli e lavoriamo anche su noi stessi. - spiega Olivier Jacquier, Ceo di Engie Italia - Siamo riusciti ad abbassare del 50% le nostre emissioni. Inoltre cerchiamo di partecipare anche ad eventi di divulgazione per rendere tutti più consapevoli di questa minaccia".

Engie, inoltre punta sull'efficienza energetica: "tramite ad esempio la pubblica illuminazione. Siamo in campo ad Ercolano, dove abbassiamo le emissioni di Co2 e i consumi" spiega ancora Jacquier.

Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano, spiega cosa è cambiato grazie al 'modello' Engie: "Nel giro di poco più di un anno abbiamo cambiato 900 impianti, 4800 punti luci, 6 km di rete, 64 impianti elettrici. E' una sfida straordinaria perché siamo passati da una pubblica illuminazione che risaliva dagli anni '50, agli anni '60, ad una pubblica illuminazione cosiddetta intelligente fatta di wifi, di telecamere, fatta di totem".

Quindi non solo una città più illuminata ma "anche un risparmio di circa il 65% non soltanto in termini di costi ma anche in termini di emissioni e poi, soprattutto, a carico della pubblica amministrazione zero costi".

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