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Papa Francesco, l'appello a Natale: "Più accoglienza siamo tutti fratelli"

Il tradizionale saluto "urbi et orbi" da piazza San Pietro

Fraternità nella diversità, con un pensiero a tutti quei paesi del mondo martoriati dalla guerra e dalla fame. Questo il messaggio di Natale di Papa Francesco nel suo saluto 'urbi et orbi' da piazza San Pietro. Per Bergoglio le "differenze di religione, culture e idee" non devono essere un impedimento per "riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano i popoli".

Come un mosaico è migliore se si hanno a disposizione tessere di molti colori, così "le nostre differenze non sono un danno o un pericolo", ma una ricchezza, sottolinea il Pontefice per il quale "con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l'amore, l'accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture, ma tutti fratelli in umanità!"

Il Pontefice ha poi percorso, in una sorta di cartina geografica immaginaria, i paesi che soffrono e tutte le zone del mondo segnate da conflitti, tensioni, violenze e povertà. E la lista è lunga. Nelle sue parole ha ricordato la Terra Santa, la Siria, lo Yemen, l’Africa, l’Ucraina, la Penisola coreana, il Venezuela e il Nicaragua, auspicando pace e riconciliazione, così come i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche e soffrono per fame e mancanza di educazione e sanità. E ancora, una preghiera per tutti quei cristiani che sono "minoranza vulnerabile o non considerata", tutti i bambini, come Gesù, "piccoli e infreddoliti" e tutti gli scartati della terra.
(fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)

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